Protesi totale della caviglia: presto diventerà un intervento di routine

Il parere del Dott.Valter Deanesi, Medico Chirurgo, Specialista in Ortopedia e Traumatologia

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L’articolazione tibio-tarsica è comunemente conosciuta come caviglia. Questa articolazione è fondamentale per la deambulazione, in quanto trasmette tutto il peso del corpo al piede. La sua integrità è essenziale perché consente l’armonioso svolgersi del passo, della corsa, del salto e della danza.

Quando intervenire. Quando la funzione della tibio-tarsica viene compromessa da una frattura o da gravi malattie degenerative reumatiche che alterano la cartilagine articolare, la deambulazione diviene molto dolorosa e perde la sua normale armonia. Quella che è una funzione naturale, diviene una vera e propria invalidità. Il semplice atto di salire e scendere da un gradino o da una scala diviene impossibile.

Il passato. Fino a qualche tempo fa la soluzione chirurgica per rimuovere il dolore e le eventuali deformità era drammatica per il paziente e per il medico: bloccare l’articolazione. E nozione comune a tutti è che si impianta la protesi di anca e ginocchio. Ora, tutto ciò che la scienza, la bioingegneria e la ricerca hanno realizzato per sostituire l’anca ed il ginocchio affetti da gravi malattie reumatiche degenerative e posttraumatiche è divenuto possibile anche per la tibio-tarsica: la protesi totale della caviglia.

La tecnica chirurgica. Le superfici articolari deformi e prive di cartilagine vengono rimosse chirurgicamente ed al loro posto si impiantano componenti metalliche che le rivestono perfettamente. Tra le componenti metalliche scorre una terza componente robustissima e levigata come il cristallo, che assicura la libertà di movimento in assenza di attrito.

Decorso postoperatorio. Al termine dell’intervento il paziente muove la nuova articolazione liberamente e senza alcun dolore. Dopo l’intervento la deambulazione viene ripresa al termine di tre settimane, mentre si indossa un tutore o un gesso. La convalescenza dall’intervento e la riabilitazione durano un mese o 40 giorni, a seconda della gravità della condizione clinica.

Il futuro. L’impianto della protesi totale della caviglia si avvia a divenire un intervento di routine, come la protesi d’anca, del ginocchio oppure della spalla. Tuttavia i chirurghi del settore non nascondono le difficoltà dell’intervento. Si tratta di impiantare un delicato meccanismo in una articolazione molto più piccola delle altre. Occorre superare queste difficoltà di montaggio per garantire una lunga vita alla protesi. Il concetto di rigetto è privo di fondamento. La protesi dura molto a lungo (decenni) quando l’intervento viene correttamente eseguito, nel paziente correttamente selezionato. La protesi deve essere correttamente impiantata nel rispetto dell’anatomia del paziente: ossa, tendini e legamenti debbono poter funzionare normalmente. La protesi è un piccolo meccanismo e deve essere montato in modo che funzioni secondo l’asse meccanico. Il rispetto di questo principio mette al riparo l’osso (a cui la protesi si aggrappa come ad una parete in muratura). La protesi non deve essere sollecitata fuori asse. In questo caso funziona perpetuamente e non si scardina (proprio come una normale porta di casa).

 

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